IL BLOG DI SILVIO TEDESCHI

lunedì 12 giugno 2017

L'ITALIA DEI " LAGNOSI "

Invece di preoccuparsi del fatto che nonostante i danni procurati al paese, continuano a godere della fiducia degli italiani, governando Città, Province, Regioni e Nazione, candidando addirittura personaggi condannati (vedasi Trapani) molti, pensano a inveire contro i grillini. Veramente strana questa nazione, ah già dimenticavo, adesso è il momento delle vacanze, cazzo ce ne frega dei problemi dell'Italia ;-)

martedì 9 maggio 2017

ROCCASECCA, L’EX AMMINISTRATORE POMPEO CATALDI CHIEDE LE DIMISSIONI DEI CONSIGLIERI DI MINORANZA: “C’E’ BISOGNO DI UN RICAMBIO GENERAZIONALE”

Ricevo e pubblico da Pompeo Cataldi



 
 “Un’amministrazione comunale, per funzionare al meglio, ha bisogno anche di una minoranza che la sappia pungolare, che proponga argomenti, solleciti risposte, evidenzi eventuali errori. Una minoranza che non svolge puntualmente il suo compito è deleteria per la stessa maggioranza che governa un territorio, perché le fa mancare il naturale contraltare”.
A dichiararlo l’ex amministratore del Comune di Roccasecca Pompeo Cataldi, che aggiunge: “la nostra città ha bisogno di consiglieri di minoranza attivi e battaglieri, altrimenti il rischio è quello che si affermi solamente il punto di vista di chi amministra e che non emergano posizioni diverse. E questo non va bene, perché la diversità è il sale della democrazia e perché il paese soffre di criticità che hanno bisogno di una minoranza che le faccia emergere”.
“Ecco perché mi sento di rivolgere un invito agli attuali consiglieri di opposizione affinché si facciano da parte per far subentrare al loro posto gli altri candidati delle loro liste. Da tempo siedono sui banchi del consiglio comunale ed è naturale che venga meno quell’entusiasmo e quella voglia di battagliare tipica di chi sta all’opposizione. Mentre potrebbero far subentrare candidati giovani, entusiasti e con voglia e volontà di incidere sulle dinamiche amministrative locali. Ne gioverebbe la dialettica politica, ne guadagnerebbe il dibattito locale e soprattutto si porrebbero le basi per far crescere una nuova classe di amministratori, come il paese richiede”.
“Per cui il mio appello è rivolto soprattutto a Giovanni Giorgio e Antonio Abbate: dimettetevi e lasciate spazio agli altri. E’ nella natura delle cose che ad un certo punto si dica basta, soprattutto tenendo conto che subentrerebbero forze fresche, preparate e capaci, che potrebbero dare quella spinta in più alla critica costruttiva che al momento sembra non essere così incisiva. Dimettersi non significa abbandonare la scena, ma continuare a recitare comunque un ruolo dall’esterno, suggerendo dall’alto dell’esperienza maturata, temi e argomenti, svolgendo dunque il compito di padri nobili e allevando una nuova generazione di rappresentanti delle istituzioni”.
“Sono certo – conclude Cataldi – che questo mio intervento verrà tenuto in debito conto dall’intera minoranza del Comune di Roccasecca: non si tratta di una critica personale, sia chiaro, ma della possibilità di contribuire al meglio alla crescita della nostra città con un gesto che darebbe loro grande onore, considerando soprattutto la politica un’attività che si svolge per passione”.

domenica 30 aprile 2017

UNA SODDISFAZIONE PERSONALE

Quando sento parlare di Pino Daniele, o di chi a qualunque titolo ha fatto parte della sua storia non posso dimenticare di aver in qualche modo, contribuito nel mio piccolo e umilmente, alla diffusione della sua storia, la sua carriera, la sua musica. Oltre al fatto di aver iniziato a seguire Pino sin dal suo primo album e di aver seguito molti suoi concerti, mi rende orgoglioso invece, l'aver organizzato in passato un evento (forse un po troppo sottovalutato) in cui ho voluto fortemente oltre alla Cover Ufficiale di Pino Daniale ( Gli amici Vincenzo Scio Live) il maestro Joe Amoruso, componente storico di quella band che accompagno Pino in molte sue tournée e dischi e di cui faceva parte il compianto Rino Zurzolo. Una piccola soddisfazione personale.

Il «contrabbasso» di Pino Daniele ha smesso di suonare. Addio Rino Zurzolo

Li abbiamo visti crescere professionalmente insieme, li abbiamo visti invecchiare sui palchi e oggi siamo qui a commemorarli. Pino Daniele e Rino Zurzolo, due artisti che hanno scritto pagine significative della musica italiana. Pino Daniele, inutile aggiungere una virgola a quanto è stato detto fin'ora sul suo conto, un genio, un musicista, un artista completo, che ha scritto la storia della musica italiana, lui Rino Zurzolo, sempre riservato, umile gregario, una spalla forte, una colonna della band storica di Pino Daniele. Lui non suonava il contrabbasso, lo accarezzava, uscivano suoni, melodie indimenticabili, per chi amava la musica di Pino era un suono familiare, si riconosceva anche a distanza di km. Addio grande Maestro, Napoli, la musica, noi tutti, perde un altro riferimento musicale insostituibile. Il tuo sorriso, le tue smorfie sul palco mentre suonavi rimarranno impresse nella nostra mente. 

mercoledì 29 marzo 2017

DE GENERAZIONE

Lo scrissi il 29 marzo 2012, oggi è sempre attuale. Me lo ricorda Facebook


Ne sono passate di generazioni davanti ad un bancone di una discoteca, un drink, un cocktail, una birra. Intere generazioni cresciute sane nonostante le mille insidie della vita. Crescevano leader, personalità, uomini e donne forti che un giorno avrebbero governato il mondo. Sono finiti quei tempi, i nuovi leader crescono dietro una tastiera, frustrati che mostrano con una foto o, un video, la loro virilità, la loro forza, la loro prepotenza. Gente senza palle che vive un mondo virtuale, esaltati che copiano e incollano foto di fiction criminali alla ricerca di un Like. Illusi che alla prima prova della vita reale, perdono il controllo, si sono loro i piú pericolosi, quelli che si confrontano con una vita reale che clicca Mi Piace, Condivido, ma ti suggerisce di scendere dal piedistallo. Si quella vita reale che t’impone delle regole che non puoi aggirare con un click. Quella vita reale che non ti permette di ritoccare la tua faccia, ti conosce e conosce la tua storia, non puoi fingere. L'esame della quotidianità, è per molti, la prova finale, non consente di postare foto il giorno dopo, se commetti errori gravi. Crescono nuovi leader virtuali che non sanno un cazzo della vita, emarginati, deficienti, ignoranti, prepotenti, buffoni, che pensano di conquistare il mondo con la forza e la prepotenza guardando film, fiction e giocando al pc, immaturi, illusi e " postatori" di aforismi e riflessioni copiati dalla rete. Siate voi a scrivere nuove pagine di vita, siate voi, autori di aforismi, siate voi a immortalare nuove pagine di vita e meno selfie. Viviamo una società malata e degenerata, troppe apparizioni e sempre meno contenuti. I social hanno svuotato le piazze, i paesi, si discute e si parla tramite un display, non si trasmettono piú emozioni, si esce solo per dare sfogo alla rabbia, le delusioni e le frustrazioni. Generazione violenta che non conosce regole, un mondo talmente automatizzato che non conosce limiti, in grado di ammazzare senza rendersene conto. Voglia di protagonismo sconfinato, colpa di una società che favorisce e impartisce, lezioni di vita, completamente, sbagliate.

martedì 14 marzo 2017

QUALE STATO DECIDE PER LO STATO?

Esiste uno Stato davvero Italia? Si questo Stato che ti manda a morire all'estero se non vuoi piú soffrire, si assenta in aula quando deve legiferare in materia, ci mette sette anni per toglierti un figlio che aveva detto che era tuo, stabilisce che ora sei anziano e non puoi crescerlo.

domenica 12 febbraio 2017

PERCHÈ SANREMO È SANREMO

Ci si affida a Mannoia per non ridicolizzare il Festival. A lei non serve la notorietà nè la vittoria di Sanremo, è affermata e ha già dato. Si sa Sanremo è un prodotto commerciale e come tale va preso. D'altronde vuoi mettere una porzione di lasagna cucinata in casa con quelle pre confezionate e commerciali. Siamo nell'era del consumismo, c'è chi sceglie il commerciale scadente e chi quando può permetterselo sceglie prodotti  genuini. W l'Italia, W Sanremo, W la musica :-)

venerdì 3 febbraio 2017

LA RAGGI COME TRUMP. SPUTTANATA LA STAMPA ITALIANA

Non è bastata la batosta elettorale di Trump a sputtanare i sondaggi e le " palle" che i giornali ci raccontavano, serviva un'ulteriore conferma, è arrivata con la Raggi. Più insistono nell'accusarla, massacrarla mediaticamente piú la gente crede in lei e il consenso cresce. Alcune TV hanno schierato un esercito di giornalisti con aggiornamenti in tempo reale sulla vicenda "polizza" peraltro smontata dai Magistrati, l'accanimento de La7 senza precedenti, niente di niente, il consenso per Virginia è sempre lo stesso esattamente come il consenso che aveva Trump quando le TV italuand davsno in netta vittoria Hillary.

domenica 29 gennaio 2017

LA STORIA DELLA MERLA

Le leggende legate ai giorni della merla sono tante ma la protagonista assoluta è sempre la merla. La versione più antica narra di quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma soltanto 28. Tale mese era un burlone e scherzava sempre con una merla della quale era anche un pò invidioso per la sua bellezza e per le sue penne molto bianche. Gennaio cercava di ostacolarla in ogni modo e, quando la povera bestia usciva per cercare il cibo, il mese scatenava delle terribili bufere di vento e di neve.

La merla, quindi, si stufò della situazione e chiese a gennaio di durare di meno. Ovviamente il mese le rispose di non poterla accontentare in quanto la sua durata era stabilita dal calendario. La merla, allora, non disse più nulla e l’anno seguente portò molto cibo nella sua tana in modo tale da restare al riparo per tutti e 28 giorni senza uscire.

Al finire di tale tempo, la merla uscì dalla sua tana ed iniziò a prendere in giro Gennaio che si adirò talmente tanto che chiese al fratello Febbraio di prestargli 3 giorni dato che lui ne aveva 31. Il secondo mese dell’anno restò perplesso da tale richiesta ma alla fine acconsentì. Gennaio tornò quindi dalla merla e scatenò una bufera di neve che durò addirittura 3 giorni. Il povero uccello, che era uscito alla ricerca del cibo, non riuscì nemmeno a trovare la sua tana per cui, per ripararsi dalla neve, si rifugiò in un comignolo. Trascorsi quei giorni, poi, uscì da tale luogo sano e salvo ma le sue penne da bianche erano diventate nere per la fuliggine ed il fumo. Da quell’istante, quindi, la merla divenne nera e gennaio ebbe sempre 31 giorni.

giovedì 26 gennaio 2017

UN UNICO CORPO DI PROTEZIONE CIVILE



Come sempre, nei casi di emergenza, chi alla fine dei conti deve sobbarcarsi tutte le responsabilità  sono i Vigili del Fuoco.  Non finiremo mai di ringraziarli, gli unici che, a testa bassa lavorano senza orario e con il cuore. È stato provato,  tante realtà che dovrebbero operare nel settore della Protezione Civile e l'emergenza in generale,  non sono capaci, impreparate, non all'altezza. È notorio, quando si avvicina l'inverno, i Comuni, le Province, le Regioni, conoscono o dovrebbere conoscere le criticità del territorio, figuriamoci in quelle realtà colpite dal terremoto. È inaccettabile per esempio farsi trovare con i mezzi spalaneve rotti e senza gasolio in caso di nevicate tanto piú se precedentemente sono state diramate piú allerte. È inaccettabile farsi trovare impreparati in caso di eventi atmosferici, precedentemente e abbondantemente segnalati, anche le strutture private come alberghi per esempio dovrebbero predisporre piani di emergenza e di fuga specie se ubicati inzone ad alto rischio. Il problema è che manca una prevenzione di fatto e non teorica. Nel caso specifico della grande nevicata in Abruzzo, dove già il livello di guarfia è alto, causa terremoto, qualcosa è stato trascurato come del resto anche l'atteghiamento di molti è stato superficiale. Il grado di affidabilità delle previsioni meteo è una realtà, dovevano essere le autorità competenti ad agire preventivamente anche disponendo la chiusura salvo garantire una soluzione alternativa. Che dire della mancanza di gasolio dei mezzi spalaneve o addirittura la rittura di essi, mi chiedo, la manutenzione chi la deve fare? È tutto un sistema, quello della Protezione Civile che talvolta non funziona, alla fine bisogna ricorrere alle Istituzioni storiche come i Vigili del Fuoco e l'Esercito, gli unici sempre pronti, attrezzati, addestrati e pronti alle emergenze. Tutto il resto, quell'immensa prateria di associazioni di volontariato, soccorso privato, insomma quelli che si riempiono la bocca con la protezione civile, andrebbe rivisto, non ha senso delegare tante responsabilità che alla fine si intralciano e creano solo confusione. Ripeto che tutte quelle forze che si adoperano in casi di emergenza, dovrebbero essere accorpate  poste sotto un unico coordinamento, un'unica divisa, un unico corpo, un unico numero di emergenza, un unici capo, un unico metodo di lavoro,  insomna la gestione mirata di tutte le emergenze. Sarebbe il caso di pensare seriamente all'istituzione del Corpo della Protezione Civile, un esercito di professionalità, pronto a sfidare qualsiasi emergenza, l'unica soluzione per lavorare in sinergia senza sfaccettature che talvolta possono essere determinanti. Non è piú possibile assistere allo scaricabile, alla fuga di responsabilità specie quando ci sono tante vittime con nel caso dell'Albergo. Inutile investire di responsabilità autorità locali che non hanno la possibilità di fare un pieno di gasolio a un mezzo spalaneve.

venerdì 20 gennaio 2017

I PROFUGHI? FRUTTANO SOLDI

A proposito di profughi. Sono giorni che vedo delle scene e mi rendo conto che la questione non sono loro  bensí noi. Loro sono solo merce di scambio, noi siamo quelli che li trasformiamo in soldi, li utilizziamo per raggiungere i nostri obiettivi. Noi siamo quelli che con  irriverenza, arroganza, menefreghismo diciamo, gli italiani protestano, lasciamoli fare, basta che guadagnamo soldi. Siamo quelli che diciamo, ben vengano, poú sono meglio è, quest'estate ce ne andiamo in vacanza, compriamo la macchina nuova, lasciamoli protestare.

giovedì 19 gennaio 2017

UN PROTEZIONE CIVILE MODERNA.


  1. Secondo il mio modesto parere, avrebbe avuto piú senso accorpare la Guardia Forestale con i Vigili del Fuoco, anzi avrei creato proprio il Corpo della Protezione Civile, un entità ben organizzata, gestita, comandata, con tutti i poteri, anchedi pubblica sicurezza e Polizia Giudiziaria,  con piú mezzi,  uomini, specializzazioni  e risorse. Ancora oggi la P.C. è un mix di entità pubbluche e private che spesso perde le sue capacità a causa di un coordinamento che, talvolta lascia a desiderare.

giovedì 15 dicembre 2016

2017, CHE DIO CE LA MANDI BUONA

L’esito del referendum, ha messo a nudo il dilettantismo con cui Renzi e la sua squadra si era proposto come il rinnovatore, il rottamatore, colui che doveva cambiare le sorti dell’Italia. Un’Italia, come si vede ora, alle prese con numerose criticità, lasciata a se stessa, per combattere la battaglia del referendum, poi dimostratosi un boomerang. Di questi giorni la questione Monte paschi di Siena e altre banche sull’orlo del fallimento, è tornato di moda il referendum sul Jobs Act,  alcune scadenze europee, e in ultimo l’attesa delle decisioni della Consulta che oltre alla legge elettorale dovrà pronunciarsi proprio su referendum sul Jobs Act. Insomma si sono spesi mesi di campagna elettorale che doveva essere originariamente un quesito sull’indice di gradimento del Premier, poi diventato sulla riforma costituzionale, si è perso tempo a correre in lungo e in largo la nazione per convincere gli elettori che peraltro avevano già deciso e lo hanno punito. Ora con il Governo Gentiloni, si cerca di correre ai ripari, si stanno affrontando le emergenze economiche di questa nazione consapevoli che prima o poi dovremo tornare di nuovo al voto con o senza scadenza elettorale. I danni procurati dall’arroganza di Renzi saranno disastrosi, la faciloneria con cui affrontava i problemi e addirittura l’Europa, ora sono problemi seri per chi lo ha sostituito alla guida del paese. Siamo in una situazione davvero drammatica e l’esasperazione della gente è ai massimi livelli. Che il 2017 ci liberi definitivamente da questi pagliacci della politica e riporti in Italia quella serenità che manca da tanto tempo agli italiani.